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David Foenkinos è un noto scrittore francese (suo La delicatezza, da cui è stato tratto un film nel 2011). La sua ultima fatica, uscita in Italia per Mondadori, è Il mistero Henri Pick, ambientato tra la redazione di una casa editrice parigina e uno sperduto villaggio in Bretagna. La storia è presto detta: a Crozon un bibliotecario eccentrico crea un centro per la raccolta di libri rifiutati dagli editori; lì una editor parigina recupera un romanzo che diviene un caso letterario. Ma, chi ne è l’autore? Il pizzaiolo semianalfabeta di cui si legge il nome al frontespizio? Lo stile del raccolto è leggero ma non disimpegnato (tranne alcune note decisamente stranianti disposte qui e là), abbastanza divertente col continuo passaggio di testimone tra i diversi personaggi, per cui si fatica a indicare chi siano esattamente i protagonisti della storia. E poi, il libro di cui tutti parlano è il grande assente: neppure una riga ne viene riportata, solo qualche allusione alla vicenda (sentimentale) narrata. Non a caso il “mistero” non è il romanzo stesso, ma il suo autore dichiarato.

 

Come è noto, sono frequenti i romanzi recenti che parlano di libri: soprattutto biblioteche e librai, ma qualche volta anche scrittori. Tutto sommato più rari gli editori. Ciò che colpisce però di più in questo caso è che per immaginare una storia che parli di letteratura non come semplice atto creativo, ma come prodotto editoriale (con implicazioni economiche e sociali: i lettori-acquirenti!), si debba in questo caso tornare a parlare di dattiloscritti, di carta da archiviare, di editor che fanno vero scouting… Come a dire: fin che si scherza, si scherza, ma poi i libri veri, quelli da pubblicare per vendere non si trovano in qualche esperimento di self-publishing on line. Bisogna andare a cercarseli davvero, perché anche quello della scrittura non è un gioco, non è un’illuminazione dall’alto, non è qualche trucco da scuola di scrittura creativa, è un lavoro… Resta il mistero dello scrivere, resta il mistero del perché ci piaccia tanto leggere le storie degli altri. Forse perché, come insegnava Leonardo Sciascia ne La strega e il capitano, è la letteratura che ci spiega la vita (e non il contrario…).

Edoardo Barbieri

Un romanzo “editoriale”: Il mistero Henri Pick