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Sono anni, ormai, che le indagini sulla lettura in Italia diffondono dati tutt’altro che rassicuranti e nel 2015 le cose non sono andate meglio. Secondo quanto riportato dall’Istat (www.istat.it), la fascia d’età in cui si legge di più è quella che va dagli 11 ai 19 anni, ma a ben guardare non si tratta di lettura vera e propria. Infatti il 52,3% dei bambini tra i 6 e i 10 anni e il 47% dei ragazzini tra gli 11 e i 14 non ha letto libri diversi dai testi scolastici o, nel caso l’abbia fatto, è stato comunque per motivi di studio. Inoltre il fatto che quasi una famiglia su dieci (e quindi circa 2,3 milioni di famiglie) dichiari di non avere nemmeno un libro in casa non è rassicurante.

Nati per leggere

Eppure, ci sono realtà che da tempo cercano di andare controcorrente. È il caso, ad esempio, dell’iniziativa “Nati per Leggere”, attiva fin dal 1999. Il suo obiettivo è proprio quello di promuovere la lettura fin dalla nascita, anche se si tratta di una lettura particolare, definita di relazione. Infatti, pur nascendo come strumento per legare genitore e figlio fin dalla più tenera età attraverso l’uso della voce, essa ha influenza positiva anche sulla crescita cognitiva del bambino, che «sviluppa più precocemente la comprensione del linguaggio e la capacità di lettura». Quindi, dal momento che le abilità che si acquistano riguardano lo sviluppo del linguaggio orale, della competenza fonologica e del linguaggio scritto, è evidente come «bambini che possono godere di un’esposizione alla lettura giornaliera e costante nel tempo giungono alla prima elementare con maggiori capacità e conoscenze basilari per la futura decodifica delle parole; questo permetterà loro di imparare a leggere e scrivere con maggiore facilità».

Il programma, che coinvolge più di 2000 comuni sul territorio nazionale, «è promosso dall’alleanza tra bibliotecari e pediatri attraverso le seguenti associazioni: l’Associazione Culturale Pediatri – ACP che riunisce tremila pediatri italiani con fini esclusivamente culturali, l’Associazione Italiana Biblioteche – AIB che associa oltre quattromila tra bibliotecari, biblioteche, centri di documentazione, servizi di informazione operanti nei diversi ambiti della professione e il Centro per la Salute del Bambino onlus – CSB, che ha come fini statutari attività di formazione, ricerca e solidarietà per l’infanzia» (www.natiperleggere.it).

Pertanto, se anche i medici promuovono la lettura, di cos’altro abbiamo bisogno per convincerci ad aprire un libro?

Silvia Mussini – Corso di Laurea Magistrale in Filologia Moderna dell’Università Cattolica

Nati per Leggere: iniziativa controcorrente.
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