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lettura in metropolitanaSiamo sempre in movimento: lavoro o studio, tutti noi siamo catapultati in un vortice di impegni che ci lasciano ben poco tempo per leggere. Durante la giornata, però, non è impossibile trovare qualche momento da dedicare a un libro, anche se spesso ci si deve adattare a luoghi particolari. A me, ad esempio, capita regolarmente di leggere interi libri sulle carrozze di treni e metropolitane, (troppo) frequentemente anche in piedi. È in queste occasioni che ringrazio di cuore la tecnologia per aver reso possibile disponibile un supporto comodo come il tablet; decisamente meno adeguato dell’e-reader per via della retroilluminazione che affatica maggiormente gli occhi, è comunque ideale per chi desidera avere sempre a disposizione un libro da leggere senza dover però trasportare volumi dal peso notevole e problematico, soprattutto se destinati a restare nella borsa per tutta la giornata.

Anche se ha risolto il problema dello spazio, il supporto multimediale non ha però modificato le mie preferenze riguardo al genere: sui mezzi di trasporto, infatti, prediligo sempre saggi dai capitoli brevi o raccolte di racconti, testi ideali quando ho poco tempo, perché mi permettono di interrompere la lettura senza dover abbandonare il filo del discorso nel bel mezzo di un passaggio importante.

A casa, invece, il tempo dedicato alla lettura di piacere è solitamente quello che precede il sonno; nel letto o sul divano, prima di dormire mi concedo qualche pagina di un buon romanzo. I testi che preferisco anche in questo caso sono quelli divisi in parti brevi e veloci, ma abbandono lo schermo del tablet per ritornare alla vecchia carta. Questo perché il libro classico ha un fascino ineguagliabile e perché non ci sono problemi di “peso”, anche se non è semplice leggere tomi del calibro di Guerra e Pace comodamente sdraiati nel proprio letto.

Se devo essere sincera, però, non ho mai letto un libro in biblioteca, ovvero, specificando, non ci ho mailibri letto un libro per piacere. Di solito nelle aule studio mi dedico ai testi dei corsi universitari e le modalità di lettura – posizione seduta e silenzio totale intorno – favoriscono al massimo la concentrazione necessaria a questo tipo particolare di lettura. Non credo nemmeno che sarei in grado di prendere un romanzo e di immergermi nella sua storia stando ferma su una sedia rigida come quelle delle biblioteche; sarebbe infatti una situazione troppo simile a quella dello studio, che mi innervosirebbe. Per me leggere è divertimento, relax, svago mentale (per quanto il libro possa essere impegnativo, infatti, sono io a decidere come, dove e quando leggerlo, senza scadenze o ritmi frenetici in vista di un esame) e quindi ho bisogno di un posto che favorisca questi obiettivi e quello che frequento solitamente per preparare una prova accademica non lo fa.

In ogni caso, al di là del dove e del come, il punto di partenza è per me invariato da ormai molti anni: leggere, leggere tanto e spesso, leggere per scoprire, imparare e conoscere, ma soprattutto per allargare i miei orizzonti, facendo interagire e a volte anche cozzare il mio con mille altri mondi.

Silvia Mussini – Corso di Laurea Magistrale in Filologia Moderna dell’Università Cattolica

Leggere, leggere tanto e spesso