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letturaViviamo, purtroppo, in un mondo che si sta facendo più frenetico, sempre più attento all’immagine, e che pare sempre meno interessato alla parola, ancor più se scritta su un supporto cartaceo. Insomma, è la dura realta: basta guardarsi attorno. In metropolitana, per la strada, al bar, nelle case: centinaia di migliaia di occhi che corrono veloci e si fissano su altettanti dispositivi luminosi.

Come sta cambiando allora il rapporto uomo-libro, con l’ingresso prepotente della tecnologia nelle nostre vite? Avvertiamo la necessità di essere costantemente connessi a qualcosa. Sempre. E lo facciamo in modo compulsivo. E così restiamo frastornati di fronte a quello che ormai viene definito da molti information overload. Un grande sovraccarico di informazioni.

Sovraccarico che si riflette anche nella produzione libraria. Seneca diceva che troppi libri producono dissipazione. E, guardando alla situazione in cui versa oggi l’editoria italiana, probabilmente aveva ragione. Magari leggiamo più di prima, ma sicuramente lo facciamo male.

Ecco che allora, di fronte a questo grande spaesamento collettivo, la narrativa e la poesia, la letteratura in tutte le sue possibili sfumature, si fa necessaria.

Federica Bosia – Corso di Laurea Magistrale in Filologia Moderna dell’Università Cattolica

Da anni sentiamo parlare di “crisi della lettura” e di “crisi del romanzo”
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